L’immagine del cibo

La foto del piatto – il cibo che poi si mangia – è un altro aspetto dell’appropriazione emozionale attraverso la fotografia. Molti ristoratori ne sono infastiditi, ma per il turista è una necessità dell’anima. Alcuni arrivano persino con un piccolo cavalletto per non usare il flash.

Le ragioni non sono culinarie e ovviamente neppure per soddisfare il gusto. Ciò che si fotografa non è il sapore, non è il gusto, ma la sua estetica, la sua “promessa di piacere”. È una emozione che si vive nell’attimo prima di mangiare. E non credo che basti la fotografia per rivivere quell’emozione.

 

Big Big Mac di Tom Friedman 2013

Il cibo e l’arte. Il cibo nella rappresentazione artistica è qualcosa di diverso. Non si tratta di ciò che si mangia, che vedo lì nel piatto davanti a me. È una “realtà” maggiorata che risulta disgustosa o desiderata a seconda della fame artistica che l’osservatore prova in quel momento.

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